lunedì 6 ottobre 2008

Dati, informazione e conoscenza.


La conoscenza è capacità di osservazione, di discernimento e di interpretazione. L’istinto umano, come quello animale, ci porta ad inquadrare il mondo circostante, a scandagliarlo, e a strapparne unicamente i brandelli necessari a ricucire l’informazione di cui necessitiamo. Siamo abili tessitori di infinite tele di esperienza, che spesso presentano intrecci errati e trame contorte, ma costituiscono senza dubbio un progresso, seppur di lieve entità. Un dato è una informazione riconoscibile e rilevante, è la porzione di mondo che individuiamo sulla base dei filtri adottati, dei nostri intenti conoscitivi. La sua rilevazione ed elaborazione genererà una informazione, che a sua volta sfocerà in conoscenza esplicita e formalizzata, la quale si baserà su un uso consapevole e produttivo del dato originale. La gestione della conoscenza e dell’informazione rappresenta la chiave di volta della società moderna e dell’economia internazionale. L’oceano di dati e di informazioni a disposizione è sconfinato, non quantificabile, semplicemente inesauribile. Volendo operare una semplificazione di sicuro non esaustiva, potremmo dire che il compito degli Statistici consiste nella raccolta e codificazione dei dati, mentre quello dei Comunicatori, includendo tutte le mansioni e professioni che questo titolo racchiude, consta della manipolazione della informazione. Prescindendo dalla diffusa accezione negativa, per manipolazione intendiamo qui la proposta al pubblico di una lettura personale dell’informazione e della conoscenza, sulla base dei propri ideali e dei propri fini comunicativi.

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