
Una premessa sulla capillare diffusione e sulla crescente importanza del mezzo Internet allo stato attuale risulta al contempo fondamentale quanto scontata. È difatti opinione più che diffusa che il web abbia invaso ogni interstizio della vita sociale moderna, rivelandosi un indispensabile motore di progresso. Un aspetto probabilmente meno scontato che riguarda la web realtà, è quello concernente la fruibilità del cyberspazio, denominata dai tecnici “accessibilità”. Dal momento in cui il web ha smesso di essere appannaggio dei ricercatori, valicando aule universitarie e uffici governativi, è entrato nelle case della gente, imbattendosi così anche nei diversamente abili, possibilità che fino a pochissimo tempo fa non era stata tenuta in conto. Il punto nodale della questione è costituito dai disabili della vista, dagli ipovedenti ai ciechi. Per diverso tempo a questa categoria è stato negato l’utilizzo del mezzo, intere generazione hanno sofferto una vera e propria “ghettizzazione mediatica”. Grazie agli screen reader, i sintetizzatori vocali che hanno migliorato progressivamente le loro prestazioni, alla barra braille, che traduce in codici tattili i contenuti dei testi, alle schede audio (soundblaster), a un modem e ai comandi da tastiera, predisposti anche per navigare utilizzando il mouse e le icone, un non vedente è in grado oggi di utilizzare perfettamente le versioni più aggiornate di un sistema operativo che si regge esclusivamente sulla grafica come Windows, leggendo ciò che appare sul suo monitor, usando i più diffusi software (per esempio, editor di testo, database, fogli elettronici; così come programmi di posta elettronica, browsers, ecc.); i non vedenti muniti dell'hardware necessario possono stampare, anche in braille, i documenti prodotti e scansionare testi e immagini. Esattamente come qualsiasi altro utente informatico normodotato. Per gli ipovedenti, poi, vi sono anche altri strumenti, come gli ingranditori (magnifier), mirati per rispondere a esigenze diverse in funzione dell'ampia gamma di difficoltà visive esistenti, e accorgimenti nella stesura di documenti e nella presentazione di immagini che permettono a tali utenti di superare in modo relativamente semplice difficoltà oggettive. L’accessibilità dei siti web non concerne solo le disabilità visive, fisiche e cognitive, ma contempla anche le barriere tecnologiche, ovvero il disporre o meno di strumenti hardware e software adeguati. Ad esempio è sconsigliato nella creazione di pagine html l’utilizzo di formati pdf di Acrobat Reader, fla o swf di Flash, ecc.: tutti formati che per essere visualizzati necessitano di applicazioni autonome (o plug-in), che non vengono riconosciute dai software di navigazione standard (browsers e plug-in di cui essi dispongono) e neppure dagli strumenti di ausilio di cui comunemente si servono i non vedenti. Se si utilizzano per lo sviluppo delle pagine web tecnologie non accessibili, è necessario realizzare anche pagine equivalenti che rispondano a criteri di accessibilità. È altresì consigliabile l'inserimento di codici html quando si riferiscano a files audio e alla possibilità di offrire l'ascolto di questi ultimi in coincidenza con l'apertura di una pagina: in casi del genere si creerebbero problemi di sovrapposizione sonora per tutti gli utenti che stiano utilizzando in quello stesso momento un sintetizzatore vocale. Particolare attenzione va data all’utilizzo di caratteri che siano facilmente leggibili, quindi sufficientemente grandi e di un colore che crei un buon contrasto con lo sfondo. I link devono essere chiari e posizionati in maniera comprensibile rispetto al testo. Per quanto riguarda i contenuti è necessario che gli stessi siano linguisticamente chiari e laddove vi siano elementi grafici in movimento è opportuno fornire testi alternativi statici.

Nessun commento:
Posta un commento